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Corbara e il Corbarino




La Mascotte di "Corbara e il Corbarino"







Il racconto di “Corbara e il Corbarino” potrebbe iniziare utilizzando i versi di un noto cantautore italiano: “eravamo quattro amici al bar…”
Anche se gli amici erano più di quattro, la storia comincia proprio con una chiacchierata da bar tra amici, quasi per gioco e con l’entusiasmo che si mette proprio quando si gioca.
Il riferimento all’entusiasmo non è casuale. E’ proprio grazie ad esso e all’amore per il proprio territorio che questa manifestazione è nata e si è consolidata negli anni.
Sul finire dell’estate del 2006, il Sindaco pro-tempore di Corbara convoca un gruppo di ragazzi e chiede la loro disponibilità a ricostituire l’ “Associazione Pro Loco Comune di Corbara”.
L’Amministrazione Comunale assegna, in comodato d’uso gratuito, un immobile all’Associazione da adibire a sede della Pro Loco.
La nuova casa della Pro Loco, ripulita, rinfrescata e arredata con il contributo ed il lavoro volontario di molti Corbaresi, diventa subito un punto di ritrovo. L’Associazione entra subito nelle cronache quotidiane del paese, al tal punto da diventare oggetto di discussioni politiche e di sterili polemiche. Il tempo galantuomo ed il profondo impegno dei giovani associati hanno fatto sì che molti si dovessero ricredere e complimentarsi per le attività svolte senza secondi fini.
La Pro Loco in poco tempo coinvolge oltre 50 soci e diventa un riferimento per ragazzi e adulti, luogo di confronto di idee o semplicemente posto dove passare qualche ora spensierata. Proprio dal confronto di idee e da “un’insalata” di cervelli nasce “Corbara e il Corbarino”.
Il compito di una Proloco è quello di valorizzare le eccellenze del territorio, a Corbara le eccellenze sono il paesaggio, la tradizione popolare e i prodotti locali.

Il paesaggio
Il territorio del Comune di Corbara nel corso degli anni si è sviluppato attorno al centro storico denominato “Borgo Sala”. Tale rione si compone di un agglomerato di abitazioni raggiungibili attraverso scalini e vicoli stretti e caratteristici. La “Sala”, così viene chiamata dai Corbaresi, è il vero cuore del paese. Per le sue caratteristiche architettoniche, non è possibile circolare con automobili all’interno del borgo, questo aspetto reca indubbiamente disagi importanti agli abitanti oltre a tenere nascosto il paesaggio caratteristico. Tuttavia, le difficoltà di accesso alla “Sala” paradossalmente la preservano e la rendono un piccolo gioiello facendola sembrare lo scenario dei racconti dei nostri nonni.

La tradizione
A Corbara, in corrispondenza della terza domenica di luglio, in onore di Sant’Erasmo viene messa in scena da oltre un secolo e mezzo la "Calata dell'angelo", che ricorda l'angelo sceso dal cielo per salvare il santo dal martirio. L'episodio viene raffigurato ogni anno da una persona che in costume da angelo cala con una sorta di teleferica dalla chiesa di Sant'Erasmo, situata in alto su una roccia, fino ai piedi della stessa, sulla piazza del Rione.
In questa occasione, tanti “Corbaresi del nord” tornano a casa per assistere alla “Calata” e la tradizione diventa momento di ricongiunzione per tante famiglie. La suggestiva manifestazione religiosa è probabilmente una delle attrattive più importanti che il paese offre ai Corbaresi e agli ospiti provenienti dai paesi limitrofi.

Il prodotto locale
Il Pomodorino di Corbara viene coltivato nel cuore dell’estate senza essere mai annaffiato. Le sue qualità sono dovute alle caratteristiche del territorio: il Corbarino si coltiva in terrazzamenti strappati alla collina dove il terreno regala alla pianta molti minerali importanti. Ancora oggi tutto il lavoro dei contadini è fatto a mano e proprio per la difficile produzione in larga scala, questo prodotto stava di fatto rischiando di scomparire.
Ai Corbaresi sono ben chiare le risorse del proprio paese, bisognava però trovare un’iniziativa che fosse in grado di mettere contemporaneamente in evidenza tali punti di forza e che consentisse di veicolarli anche al di fuori del territorio comunale.

Lo slogan “Corbara e il Corbarino… tammorra, tarantella e pomodorino… si balla, si mangia e si beve vino”
Per quanto sia interessante e gradevole visitare un paesello di collina, se questo è sconosciuto ai più, diventa complicato attirare visitatori. Per fare ciò era necessario creare l’atmosfera adatta e inventarsi ulteriori attrattive che potessero coinvolgere un target quanto più ampio possibile.
Il cibo, la musica e l’allegria sono tutti buoni motivi per rendere più piacevole la visita in un Borgo, se queste attrazioni fanno da contorno ad una caratteristica manifestazione religiosa molto seguita, ad un bel paese e alla qualità sopraffina dei prodotti locali, la formula non può che essere corretta.

L’evento
Corbara e il Corbarino è concepita come una festa popolare nel centro storico di Corbara che per l’occasione diventa la location di un percorso enogastronomico e palcoscenico per artisti locali. In ogni vicolo, angolo, scalinata o “curtina” del Rione è possibile degustare prodotti tipici ascoltando musica tradizionale.

Dalle idee, si passa ai fatti…
Fiumi di riunioni, innumerevoli passeggiate notturne nel borgo, manifesti da attaccare in tutto l’agro nocerino - sarnese, contatti con gli artisti, caffè e limoncelli delle signore della Sala, radio e televisioni locali, trattative, discussioni, paure, autorizzazioni varie, magliette e gadget, mogli e fidanzate arrabbiate, milioni di fogliettini con appunti, tanto tanto lavoro, collaborazione e affetto degli abitanti del borgo ed una grande domanda: come andrà?

La risposta arriva il 17 luglio 2007 alle ore 20,00.
Al termine della Calata dell’Angelo, che probabilmente mai era stata così seguita, centinaia di persone si riversano nel borgo Sala. La gente balla, mangia e beve il vino, molti conoscono per la prima volta il borgo Sala, Corbara e il Corbarino.

di Raffaele Giordano, uno dei "quattro amici al bar"